La Dama con l’ermellino è uno dei più celebri ritratti realizzati da Leonardo da Vinci, un capolavoro dell’arte rinascimentale che fonde naturalezza, simbolismo e innovazione stilistica. Dipinta tra il 1488 e il 1490 durante il soggiorno milanese di Leonardo alla corte di Ludovico il Moro, l’opera è oggi custodita nel Museo Czartoryski di Cracovia, in Polonia. Questo ritratto rappresenta uno dei primi esempi di rinnovamento nella ritrattistica europea, e testimonia la straordinaria abilità dell’artista nel catturare l’identità psicologica del soggetto.

Chi è la dama?
La donna raffigurata è Cecilia Gallerani, una giovane colta e raffinata della nobiltà milanese, amante di Ludovico Sforza, detto “il Moro”, duca di Milano e mecenate di Leonardo. All’epoca del ritratto, Cecilia aveva circa 17 anni e risiedeva alla corte sforzesca, dove era apprezzata per la sua bellezza e il suo spirito brillante. Il legame tra Cecilia e Ludovico fu breve ma intenso, e questo dipinto rimane la principale testimonianza visiva della loro relazione.
Analisi del dipinto La Dama con l’ermellino
Il ritratto raffigura Cecilia a mezzo busto, con il corpo ruotato verso sinistra e il volto rivolto ancor più lateralmente, creando un dinamismo innovativo per l’epoca. Il suo sguardo è vivo, attento, come se qualcosa stesse per accadere fuori campo. Con delicatezza, tiene in braccio un ermellino bianco, rappresentato con notevole precisione anatomica e realismo.
Leonardo impiega la tecnica dello sfumato per modellare i lineamenti del volto e le mani, creando un effetto morbido e naturale. Il chiaroscuro dona tridimensionalità alla figura, mentre i dettagli – come il panneggio del vestito, la pelle dell’animale, i capelli raccolti con eleganza – mostrano un’eccezionale cura formale.
La Dama con l’ermellino: curiosità e simbolismi

- L’ermellino non è solo un elemento decorativo: rappresenta un simbolo complesso. L’animale era emblema di purezza e autocontrollo, ma anche dello stesso Ludovico il Moro, che apparteneva all’Ordine dell’Ermellino.
- Il nome “Gallerani” richiama il termine greco per “ermellino” (galé), suggerendo un sottile gioco di parole visivo e simbolico tra il soggetto e l’animale.
- Cecilia non indossa gioielli, ma la raffinatezza del suo abito e la compostezza della posa suggeriscono una figura di alto rango e grande dignità.
Dettagli tecnici
La Dama con l’ermellino è realizzata a olio su tavola (misure: 54 × 39 cm), una tecnica relativamente nuova per l’Italia dell’epoca. Leonardo fu tra i primi a introdurre e perfezionare l’uso dell’olio per ottenere effetti più morbidi e profondi rispetto alla tradizionale tempera.
Restauri moderni hanno restituito alla luce colori più fedeli all’originale e hanno eliminato ritocchi aggiunti nei secoli, come uno sfondo scuro che copriva lo sfondo originario – ora lasciato neutro.
La Dama con l’ermellino: contesto storico
Durante il suo periodo a Milano (1482–1499), Leonardo lavorò a una vasta gamma di progetti per Ludovico il Moro: scenografie, macchine, studi architettonici e pitture. La Dama con l’ermellino nasce in questo ambiente stimolante, che mescolava arte, scienza e politica.
Il dipinto si distingue dai ritratti coevi per l’innovazione nella posa, la profondità psicologica del soggetto e l’introduzione di elementi narrativi e simbolici. È un’opera che anticipa la ritrattistica moderna, dove il volto non è solo un’identità ma una finestra sull’interiorità.
Un capolavoro di grazia e intelletto
La Dama con l’ermellino non è solo il ritratto di una donna, ma la sintesi di un’epoca e di un amore, una raffinata allegoria dipinta con grazia e intelligenza. L’opera rappresenta un momento unico nella carriera di Leonardo, un incontro tra bellezza, scienza e sentimento.
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